sabato 31 marzo 2018

Ciliegiolo

Il Ciliegiolo è un vitigno a bacca rossa molto diffuso in Toscana, nella provincia di Lucca e in Maremma, ed in misura minore in Umbria. Sulla sua storia si sa ben poco e sembrerebbe che sia stao portato, verso il 1870, dai pellegrini di ritorno da Santiago di Compostella in Spagna e ciò spiegherebbe il motivo per cui è conosciuto anche con il sinonimo di Ciliegiolo di Spagna.


Il curioso nome sembrerebbe dovuto al suo caratteristico aroma di ciliegia.

Il Ciliegiolo fornisce un vino di colore rosso molto intenso, corposo, alcolico e spesso di bassa acidità, per questo motivo a volte viene vinificato insieme a dei vitigni con le caratteristiche opposte.  Inoltre si presta particolarmente bene per la produzione di novelli da macerazione carbonica.

Nei vini a base di Ciliegiolo si possono percepire facilmente dei piacevoli sentori di frutta a polpa rossa, di mirtilli, di ribes e di spezie.

Il Ciliegiolo é utilizzato nelle seguenti Denominazioni di Origine:

DOC

- Amelia
- Colli del Trasimeno o Trasimeno
- Colli di Faenza
- Colli Maceratesi
- Colline di Levanto
- Colline Lucchesi
- Genazzano
- Colli del Tigullio - Portofino o Portofino
- Maremma Toscana
- Montecarlo
- Montecucco
- Rosso Orvietano o Orvietno Rosso
- San Ginesio
- Sovana
- Val di Cornia
- Val Polcevara 

Per maggiori informazioni si consiglia di consultare il Registro Nazionale delle Varietà di Vite alla voce Ciliegiolo N..

venerdì 23 marzo 2018

Minimalismo

La perfezione si raggiunge non quando non c'è più niente da aggiungere, ma quando non vi è più niente da togliere.
(Antoine de Saint-Exupéry)

Mi occupo sempre di più di sempre meno cose.

Due libri molto interessanti.

 

giovedì 22 marzo 2018

Cesanese

Il Cesanese è un vitigno a bacca rossa autoctono del Lazio coltivato nei territori di Affile, Olevano Romano, Piglio e dintorni. In effetti sarebbe più corretto parlare dei Cesanesi in quanto si distinguono due vitigni distinti: il Cesanese di Affile e il Cesanese Comune.

 
Secondo alcuni studiosi il nome Cesanese deriva da Cesano, una località vicino Roma. Secondo altri deriverebbe da Cesae che significa luogo degli alberi tagliati, sembrerebbe infatti che i Romani avessero abbattuto gli alberi di alcune colline per piantarci proprio il Cesanese.

Il Cesanese di Affile è quello con le caratteristiche migliori e sa sua paternità è ancora oggi contesa fra i Comuni di Affile e del Piglio. La leggenda vuole che i due paesi si accusino l'un l'altro di essersi sottratti la barbatella originaria e che questa avesse trovato la maggiore diffusione nel territorio altrui. In effetti è curioso che il vino denominato Cesanese del Piglio sia fatto con un'uva chiamata Cesanese d'Affile!


Il legame fra Affile ed il Cesanese è così profondo che il simbolo del Comune di Affile rappresenta un aspide attorcigliato ad un ceppo di vite con i grappoli nerastri come quelli del Cesanese. Inoltre, si narra che le donne di Affile, promesse spose ai giovani dei paesi limitrofi, portassero in dote delle barbatelle di Cesanese da piantare su nuovi terreni.



Nel centro di Affile, in piazza Castellana, sulla facciata di un vecchio palazzo si può ammirare La Madonna del vino risalente al 1600.

Elementi certi circa l'origine del vitigno non se ne hanno. Gli studiosi concordano sull'ipotesi secondo cui apparterrebbe al gruppo delle Alveole le quali, come afferma Plinio, davano ad Ariccia gran copia di vino rosso.

Si narra che l'imperatore Nerva, colpito dalla squisitezza del vino del Piglio, fece costruire in quella zona la sua residenza imperiale. Sembrerebbe che lo stesso Cesanese fosse il vino prediletto da Federico II di Svevia e che fosse tra i vini preferiti dai papi di Anagni Innocenzo III e Bonifacio VIII. 

Il Cesanese reagisce in maniera sensibile alle caratteristiche della forma di allevamento,  alla densità di impianto e alla gestione della chioma. Le principali forme di allevamento attualmente più utilizzate sono: il cordone speronato, l'alberello, Guyot e il Cazenave. Storicamente la forma di allevamento per eccellenza era la canocchia.

Storicamente il vino Cesanese era prevalentemente dolce spumante o abboccato e poco longevo.  Cioè era dovuto alla mancanza di impianti adatti alla produzione che rendevano i vini microbiologicamente instabili e quindi da consumarsi a breve.

Secondo studi recenti gli uvaggi a forniscono vini migliori rispetto al Cesanese in purezza, specialmente in termini di colore, polifenoli totali, flavoni e intensità colorante. Tuttavia i vitigno con cui effettuare l'uvaggio devono essere scelto con attenzione. Ad esempio il Cabernet Sauvignon, anche in piccole percentuali, tende a coprire e modificare le caratteristiche tipiche del Cesanese. Ottimi risultati sono stati riscontrati in uvagi con Lancellotta (vitigno autoctono della provincia di Reggio Emilia).

Il Cesanese Comune e il Cesanese di Affile non devono essere confusi con il Cesanese Nero, quest'ultimo è un vitigno completamente differente dai primi due.

I vini a base di Cesanese sono caratterizzati da un colore rosso rubino molto intenso con una tendenza al granato che si accentua durante l'invecchiamento. All'olfatto presentano sentori di frutti di bosco come mora e mirtillo, di violetta e spezie. In bocca risultano pastosi, non molto tanici, leggermente amarognoli e con un'ottima struttura.

Negli ultimi anni l'evoluzione delle conoscenze e delle tecnologie enologiche e, soprattutto, l'impegno di alcuni produttori ha consentito ai vini a base di Cesanese di esprimere al meglio le loro potenzialità permettendo al Lazio di procedere verso un recupero della sua immagine nel panorama vinicolo.
I Cesanesi sono utilizzati nelle seguenti Denominazioni di Origine:

 DOCG
   - Cesanese del Piglio o Piglio

DOC
   - Castelli Romani
   - Cesanese di Olevano Romano o Olevano Romano
   - Cori
   - Roma
   - Tarquinia
   - Velletri


Per maggiori informazioni si consiglia di consultare il Registro Nazionale delle Varietà di Vite alle voci Cesanese Comune e Cesanese di Affile.

mercoledì 21 marzo 2018

Pinot Nero - Franz Haas

Quando si pensa al Pinot Nero si pensa subito alla Borgogna, territorio di origine di questo nobile vitigno i cui vini sono conosciuti in tutto il mondo. Il Pinot Nero giunse in Italia perché si volevano riprodurre i vini francesi e si diffuse presto in molte zone, fra cui la Franciacorta, l'Oltrepò Pavese, il Trentino, il Veneto, il Friuli, l'Alto Adige ed anche in Toscana.

 
Il Pinot Nero è un vitigno  capace di produrre vini di gran classe tuttavia la sua vinificazione è molto impegnativa tanto che gli enologi francesi amano definirlo enfant terrible.

In Alto Adige  vengono prodotti degli ottimi vini a base di Pinot Nero fra cui quello di Franz Haas, una cantina a conduzione familiare che vinifica le proprie uve dal 1880. I vigneti di questa cantina si estendono su una superficie di 50 ettari e sono situati nei comuni di Montagna, Egna e Aldino ad una altitudine compresa fra i 240 e i 1.150 m s.l.m.. L'ultimo vigneto di Pinot Nero è stato impiantato proprio a 1.150 m e la scelta di altitudini considerevoli è stata motivata dall'alta escursione termica e dalle quattro ore i sole in più al giorno che garantiscono la produzione di vini profumati, con una spiccata acidità e longevi.


Il Pinot Nero di Franz Haas ha un colore bellissimo, un rosso rubino chiaro che riflette la luce nel bicchiere. E' contraddistinto da un bouquet di marasche, lamponi, marmellata di prugne, chiodi di garofano e lievi note di cannella. Al gusto mantiene la promessa fatta all'olfatto con un tannino elegantissimo.

E' importante servirlo alla temperatura giusta, 18°C in bicchieri adatti.

Si abbina perfettamente con arrosti di selvaggina e carni rosse.
 
FRANZ HAAS
Via Villa, 6
Montagna - Bolzano 1.150 metri sul livello del mare.

Frasi, citazioni e aforismi sul sigaro

Un buon sigaro cubano chiude le porte alle volgarità del mondo.
(Franz Liszt)

In questa terra di lacrime ci restano due piaceri: amare una bella donna e fumare un sigaro toscano.
(Carlo Levi)

Un buon sigaro e una bella donna risolvono completamente il problema dell'esistenza, almeno per un po'. Il sigaro ha il pregio aggiuntivo di consumarsi in silenzio: non parla e finisce nel nulla.
(Anonimo)

Mi sono fatto una regola di non fumare più di un sigaro alla volta.
(Mark Twain)

Una donna è un piacere occasionale ma un sigaro è sempre una fumata.
(Groucho Marx)

Il sigaro è una grande risorsa in quanto inganna la fame, sconfigge la noia, rasserena, aiuta a riflettere e spesso richiama alla mente dolci ricordi.
(Francois Alexandre Federic De La Rochefoucauld)

Un buon sigaro è di conforto per un uomo come un bel pianto lo è per una donna.
(Lort Lytton)

Ciò di cui questo paese ha bisogno è un buon sigaro da cinque centesimi.
(Thomas Riley Marshall)

C'è, nei gesti lenti, degni, misurati del fumatore di sigari, una cerimonia che permette di ritrovare un ritmo dimenticato e di ristabilire una comunicazione con se stesso.
(Zino Davidoff)

L'amore è come un sigaro: se si spegne, lo puoi anche riaccendere, ma non ha più lo stesso sapore.
(Arthur Bloch)

Felicità? Un buon sigaro, un buon pasto, un buon sigaro e una buona donna − o una donna cattiva; dipende da quanta felicità si è in grado di gestire.
(George Burns)

Sono sicuro che ci sono molte cose meglio di un buon sigaro, ma in questo momento non saprei dire cosa.
(Richard Carleton)

Un buon sigaro e stare a occhi chiusi: questo è essere ricchi.
(Fernando Pessoa)

Mangiare e dormire sono le uniche attività che dovrebbero poter interrompere un uomo nel godimento del suo sigaro.
(Mark Twain)

Fumare un sigaro è come innamorarsi. Innanzitutto, si è attratti dalla sua forma; si continua per il suo sapore, e bisogna sempre ricordarsi di non far mai e poi mai svanire la fiamma!
(Winston Churchill)
 
 
  
Ciò che amo di più del sigaro è semplicemente sedersi e fare una chiacchierata con altri uomini, fumando il sigaro ho avuto tra le migliori conversazioni della mia vita.
(Jim Belushi)

Un sigaro scelto con cura è per me come un’arma contro certi tormenti della vita, in un misterioso modo, un poco di fumo blu li scaccia via.
(Zino Davidoff)

Una donna è come una sceneggiatura, ma il sigaro è come un film.
(Samuel Fuller)

Non capirò mai come una persona possa non fumare, si depriva della parte migliore della vita. Con un buon sigaro in bocca un uomo è completamente salvo, nulla può toccarlo, letteralmente.
(Thomas Mann)

Ragazzo! Fumare è uno dei più grandi ed economici piaceri della vita, e se tu decidi in anticipo di non voler fumare posso solo dispiacermi per te.
(Sigmund Freud

Fumate di meno, ma meglio e più a lungo, fatene un culto, una filosofia!" 
(Zino Davidoff)

Non capirò mai come una persona possa non fumare, si depriva della parte migliore della vita. Con un buon sigaro in bocca un uomo è completamente salvo, nulla può toccarlo, letteralmente.
(Thomas Mann)

martedì 20 marzo 2018

Shape (forma) delle pipe

Le forme delle pipe, gli shape, sono chiaramente codificate ed ognuna ha il proprio nome.

Qual'è il Vostro shape preferito?


Il mio shape preferito? Bulldog!




La caratteristica di questa pipa è quella di avere il cannello quadrato, da cui deriva il nome Bulldog che è proprio il nome di una razza di cani con il viso squadrato. Uno shape tipicamente inglese, elegante e sportivo al tempo stesso.

Girasole - Roma

In un quartiere di Roma come la Garbatella ci si aspetterebbe di trovare delle trattorie come quelle di una volta, invece prevalgono pizzerie improponibili, enoteche alternative con vini naturali e biodinamici (se li bevessero loro) e, tranne un'eccezione, ristoranti che vogliono darsi un tono senza poterselo permettere. Allora che cosa consigliare a chi, dopo una passeggiata per l'aprico quartiere (come indicato sulla prima pietra del quartiere), vuole mangiare bene spendendo poco?

 
C'è un bar, il Girasole, che tutti i giorni a pranzo e solo il sabato sera è anche ristorante. Un locale esteticamente anonimo, che ha due sale, la prima piccolina sulla sinistra ed una più grande posta sul retro, ma che nasconde delle belle sorprese.

La specialità indiscussa del Girasole è la Carbonara! La Carbonara non è semplicemente un piatto ma molto di più! Come c'è chi discute per ore della Roma e della Lazio c'è chi discute sulla pancetta o sul guanciale nella Carbonara, insomma visioni del mondo culinario inconciliabili, o stai da una parte o dall'altra! La Carbonara del Girasole è semplicemente perfetta e merita di essere provata.


Oltre alla Carbonara vengono proposti altri piatti come la Amatriciana, un altro capolavoro.


Il servizio è cordiale e simpatico, prezzi irrisori, ma ricordatevi di prenotare!

Girasole
Via Rosa Reimondi Garibaldi, 26/28
Roma

Pecorino

Il Pecorino è un vitigno autoctono del Centro Italia, in particolare dell'Abruzzo e delle Marche dove è largamente coltivato nelle colline Picene. Nel II secolo a.C. Catone il Censore lo include tra le varietà portate in Italia dalle migrazioni provenienti dalla Grecia e risulta presente nel Catalogo Nazionale dal 1871.


Il suo curioso nome sembrerebbe legato alla pastorizia e alla transumanza, forse le pecore apprezzavano particolarmente quest'uva per la sua dolcezza. 

Questo vitigno ha rischiato l'estinzione poiché i produttori per molti anni hanno preferito orientarsi verso vitigni più produttivi come il Trebbiano. Fortunatamente è stato riscoperto in tempo da alcuni produttori molto lungimiranti.

Si tratta di un vitigno che predilige delle forti escursioni termiche ed è caratterizzato da un alto grado zuccherino. Viene quasi sempre vinificato in purezza producendo vini alcolici che spesso raggiungono anche il 14 gradi e con una spiccata acidità.

Nei vini a base di Pecorino è facile riscontrare dei sentori di frutta tropicale, fiori bianchi e mela verde. Questi profumi insieme al grado alcolico e all'acidità li rendono adatti ad abbinamenti con preparazioni complesse a base di pesce e carni bianche. Particolarmente consigliato l'abbinamento con il coniglio, dove i sentori erbacei del vino si sposano con in rosmarino utilizzato nella preparazione del piatto.

 Il Pecorino è utilizzato nelle seguenti Denominazioni di Origine:

 DOCG
   - Offida

DOC
   - Abruzzo
   - Controguerra
   - Terre Tollesi o Tullum
   - Colli Maceratesi
   - Falerio


Per maggiori informazioni si consiglia di consultare il Registro Nazionale delle Varietà di Vite alla voce Pecorino B.

mercoledì 14 marzo 2018

A Mangiare - Reggio Emilia

Ci sono dei ristoranti che non si dimenticano, dove non si pranza o cena semplicemente ma dove si vive un'esperienza. A volte non serve spendere molto, occorre semplicemente essere fortunati e capitare nel posto giusto.

A Reggio Emilia il posto giusto si chiama A Mangiare. Un ristorante nel centro di Reggio Emilia che dall'esterno sembra un semplice ristorante come tanti altri anche se il menu esposto si capisce immediatamente che non si tratta di un ristorante qualunque.

Questo ristorante propone una cucina tipica con alcuni piatti rivisti ed influenzati dalla cucina basca per via della provenienza della bravissima chef.

Fra i primi prevalgono i tortelloni, proposti in diversi modi.
 
 
Un secondo particolarmente interessante è la crepe di coda di manzo con cioccolato fondente al peperoncino. Un piatto interessante, non facile da abbinare con il vino, per il quale vale la pena di provare un buon Porto.



Fra i piatti classici c'è un'ottima tartare preparata direttamente al tavolo.


Anche il panorama dei dolci spazia ampiamente, dalla zuppa inglese, dolce che raramente si ha la fortuna di di trovare ad ottimi livelli, fino alle tegole all'arancio e mandorle on spuma di zabaione e croccantino. 
 

La carta dei vini è molto ricce e sono previsti delle interessanti scelte al calice.

Un'esperienza da non perdere!

A Mangiare
Viale Monte Grappa, 3
Reggio Emilia

lunedì 12 marzo 2018

Sentore di tappo

Il sentore di tappo è uno dei più fastidiosi difetti olfattivi a cui i vino è soggetto il cui principale responsabileè un fungo, l' Armillaria mellea, parassita delle quercia del sughero che produce 2,4,6-tricloroanisolo (TCA), un composto che si forma in presenza di cloro e caratterizzato da una soglia olfattiva di appena 5 ng/l.


L' Armillaria mellea si produce più facilmente in ambiente umido e fresco, ragione per cui i vini conservati per lungo tempo in frigorifero ne sono più soggetti. 

Il TCA si può formare nei tappi di sughero anche a seguito del trattamento di sbiancamento con ipoclorito.

Studi recenti hanno dimostrato che il TCA può essere presente anche senza che si verifichi un contatto con il sughero, in questo caso alla base del difetto vi sarebbero diversi microrganismi (tra gli altri Candida, Cladosporium, Penicillium, Mucor). Inoltre, in cantina sono abitualmente usati prodotti a base di cloro (per la pulizia degli strumenti, il trattamento del legno, etc.), che possono portare alla formazione di TCA.

Risulta che, mediamente, il 7/8% delle bottiglie sia soggetto a questo problema.

Hoyo de Monterrey

Hoyo de Monterrey è una delle più famose marche di sigari cubani, conosciuta e apprezzata da tutti gli appassionati fumatori di sigari.

 
Questa marca fu fondata dallo spagnolo Josè Gener che nel 1931, all'età di 13 anni, emigrò dalla Spagna a Cuba dove iniziò a lavorare nelle piantagioni di tabacco dello Zio a Vuelta Abajo. Dotato di un'ottima capacità imprenditoriale, nel 1951, fondò la propria manifattura all'Avana chiamandola La Escepción. Con i profitti acquistò un pezzo di terra particolarmente ricco e fertile nella valle di Monterrery nella regione di Vuelta Abajo. Dopo circa cinque anni di coltura, nel 1865, registrò il marchio Hoyo de Monterrey che letteralmente significa valle di Monterrey.



Quindi il nome coincide con una vera e propria denominazione d'origine.

Alla morte del fondatore, avvenuta nel 1900, la Hoyo de Monterrey era una delle marche di sigari più importanti di Cuba e produceva circa 50 milioni di sigari all'anno! Gli eredi continuarono a gestirla fino al 1931 quando fu venduta. In seguito alla rivoluzione Cubana di Fidel Castro fu nazionalizzata ed attualmente è di proprietà della Habanos, società al 51% del governo Cubano e al 49% della multinazionale franco-spagnola Altadis.

La storia della Hoyo de Monterrey è profondamente legata quella di Zino Davidoff che riscosse grande successo commercializzando la serie Hoyo del Monterrey Châteaux che poi confluì nella marca Davidoff, ma questa è un'altra storia...

Passeggiando per la Garbatella

Purtroppo è sotto gli occhi di tutti che Roma, giorno dopo giorno, avanza verso il degrado più assoluto, nonostante ciò la Garbatella cerca coraggiosamente di conservare il suo fascino.

La curiosa effige della Garbatella:

  
Il Lotto 8 oggi:
 
 
 Il Lotto 8 ieri:
 
   
 
  
 




La pianta del Lotto 8:




I Lotti della Garbatella:


domenica 11 marzo 2018

Annodarsi la cravatta è un'arte!

Il mondo si divide in due, quelli che amano la cravatta e quelli che la detestano. Chi appartiene alla prima categoria si è sicuramente chiesto quale sia il nodo migliore anche se prediligo lo Scappino ed in mezzo-Windsor.

Due fisici di Cambrige, Thomas Fink e Yong Mao, avvalendosi di un opportuno modello matematico hanno dimostrato che i possibili nodi per la cravatta sono ben 85 che hanno descritto, uno per uno, in questo fantastico libricino:


Ogni possibile nodo viene attentamente analizzato e descritto con un formalismo molto rigoroso che consente di realizzarlo senza il minimo dubbio.

"Un bel nodo di cravatta è il primo passo serio nella vita"
(Oscar Wilde, Una donna senza importanza, 1893)

Partagas Serie D No. 4

Non si discute, il Partagas Serie D No. 4 è fra i migliori robusto in assoluto ed è uno dei miglio sigari cubani in commercio. Ricordiamo che la vitola del galera denominata Robusto indica un sigaro avente la lunghezza di 124 mm ed 50 di cepo (unità di misura espressa in sessantaquatresimi di pollice). 


Questo sigaro è ha una lunga storia ed è stato introdotto, indicativamente, nel 1930 e attualmente è il sigaro cubano più venduto al mondo tanto da superare il Montecristo No. 4 che per molti anni ha detenuto questo primato. Purtroppo  l'abbondante produzione ha determinato una qualità non sempre costante ed ai massimi livelli come ci si aspetterebbe. Tuttavia, da oltre un anno a questa parte mi è sembrato che la qualità si sia davvero stabilizzata al livello ottimale.
 
  
Si tratta di un sigaro che da il meglio di sé dopo un periodo di affinamento nell'humidor, per questo motivo li lascio risposare per un periodo di almeno sei mesi, ma spesso per oltre un anno, prima di fumarli. E' incredibile quanto questo affinamento gli conferisca una maggiore complessità e piacevolezza, privilegiando i sentori speziati a quelli vegetali.

Alla vista e al tatto si presenta benissimo con una capa (parte esterna) sempre perfetta. A crudo si distinguono facilmente delle note speziate, specialmente di cacao. All'accensione la combustione ed il tiraggio sono ottimamali. Si percepisce subito quella nota speziata che accompagna tutta fumata evolvendosi dal cacao verso il pepe.

Il Partagas Serie D No. 4 non è semplicemente un sigaro ma un viaggio in paradiso! Possiamo abbinarlo con un buon Whisky Single Malt non eccessivamente torbato oppure con un buon Whisky giapponese. 

Mühle R41

Il Mühle R41 è un ottimo rasoio Double Edge. Già a prima vista si percepisce che si tratta di un oggetto ben fatto e rifinito che abbinato a delle buone lamette risolve tutti i problemi di rasatura.
   
 
Impugnandolo si apprezza immediatamente il suo bilanciamento e l'impugnatura zigrinata che garantisce una presa sicura.
 
La versione attuale è stata ridisegnata nel 2013 con un massiccio intervento sulla testina molto diversa da quella precedente.


Si tratta di un rasoio caratterizzato da una certa aggressività, cosa che non lo rende particolarmente adatto ai principianti. Per aggressività di un rasoio si intende, in poche parole, quanto taglia specialmente in profondità. Questo parametro dipende da diversi fattori, fra cui: la sporgenza della lama, la struttura della testina, il peso totale e la sua distribuzione e la flessione della lama.
Il Mühle R41, nonostante la sua decisa aggressività, sia facilmente gestibile, l'importante è insaponare bene il viso utilizzando un buon sapone da barba ed un pennello di qualità.

Un buon sistema per utilizzarlo è quello di  procedere con tre passate consecutive: la prima secondo la direzione del pelo, la seconda a 45 gradi e la terza contropelo. 

Lunghezza: 95mm
Peso: 66g

Consorzio - Torino

Nel centro di Torino c'è il ristorante Consorzio che propone dei piatti interessanti e particolari.

Fra gli antipasti è curioso l'uovo croccante su spinaci, fonduta di cheddar e pancetta croccante, sarebbe interessante provare a rifarlo a casa.


Un altro piatto che merita di essere provato è il brasato di fassona al Ruchè.


Interessante la proposta dei vini al calice, riportati su una lavagna.

Conto abbastanza salato.

Consorzio
Via Monte di Pietà, 23
Torino

venerdì 9 marzo 2018

Il piacere della rasatura

A volte è sorprendente constatare quanto un piccolo cambiamento possa migliorare la qualità della vita. Fino a qualche anno fa l'appuntamento quotidiano con la rasatura rappresentava per me una vera tortura dalla quale uscivo malconcio, con la pelle irritata ed un certo grado di nervosismo poco adatto per iniziare bene una nuova giornata. Purtroppo, appartengo a quella categoria di uomini a cui la barba non si addice, forse si addicono i baffi ma non ho mai avuto il coraggio di provarli, quindi non potrei mai sottrarmi al dovere quotidiano della rasatura.

La situazione è cominciata a migliorare un bel giorno quando, quasi per caso, ho deciso di abbandonare la schiuma da barba per utilizzare un buon sapone da barba facendo uso di un pennello di tasso. Nel giro di pochi giorni i problemi di irritazione della pelle sono scomparsi! Incuriosito dai risultati ho iniziato a documentarmi, scoprendo la differenza fra un pennello e l'altro e l'universo dei saponi da barba, addirittura aromatizzati alla mandorla, al thè verde e via dicendo.


Improvvisamente quella tortura quotidiana si è trasformata in un piacere e l'entusiasmo mi ha spinto ad andare avanti.


Il passaggio successivo è stato l'abolizione dei rasoi usa e getta, bilama, trilama e tutta la sfilza ce ci propinano nella pubblicità che, fra l'altro, non costano poco, sostituiti da un Rasoio di Sicurezza Double Edge. Tanto per intenderci un rasoio simile ad uno quelli che usavano i nostri nonni, che si aprono e ci si infila dentro la lametta. I risultati sono stati così entusiasmanti da non voler più rinunciare all'appuntamento quotidiano con il pennello, il sapone ed il rasoio!
  

Esistono Rasoi di Sicurezza di ogni tipo, caratterizzati da un diverso livello di aggressività, forma della testina ed impugnatura. Il bello è che si tratta di un oggetto che ci accompagna per tutta la vita, aspetto da non sottovalutare per chi, come me, non ama tutto ciò che è usa e getta detestando anche il caffè in capsule!

Anche di lamette ce ne sono diversi tipi ed è bello, provandole, scoprire quelle più adatte alla propria persona. Per non parlare del costo, con quello che si spende per una confezione di lamette bilama o trilama ci si acquistano le lamette per un anno intero, con la soddisfazione di usarne una nuova quasi ogni giorno.
  
   

Dopo lo strumento viene la metodologia! Questi rasoi devono essere usati con calma, tranquillità e con una certa logica che non è la stessa per tutti e che è curioso scoprire.

Fra i miei rasoio preferiti ci sono il Muhle R41 e il Merkur 37c, due rasoi moderni e semplici da usare ma anche uno splendido  Fatboy Gillette degli anni '60 dotato di ghiera per regolare l'aggressività, trovato in un mercatino ed amorevolmente restaurato.
 

Il sito www.ilrasoio.com è una vera miniera di informazioni e suggerimenti.

Buona rasatura a tutti!