mercoledì 30 maggio 2018

Vinatis.it - Vini dalla Francia e dal Portogallo

Sul sito vinatis.it è possibile acquistare degli ottimi vini francesi e non solo a prezzi molto convenienti. Di seguito l'ultima fornitura arrivata che sarà seguita dalle relative recensioni. 

Si può bere bene spendendo poco! E specialmente delle bottiglie diverse dalle solite che si vedono in bella mostra sugli scaffali dei supermercati.


                        
BLANC - CLOSERIE DU BAILLI 2015
Vino Bianco / Francia / Bordeaux /
Côtes de Bourg AOC / 12,5% (€ 5,66)

Note di degustazione: Buon vino tipicamente estivo, leggermente carente in termini di acidità e di struttura.  Profumi floreali accompagnati da una spiccata nota boisè. Ottimo abbinamento ad una grigliata di pesce.

 


BOURGOGNE CHARDONNAY 2015 - LA CHABLISIENNE
Vino Bianco / Francia / Borgogna / Bourgogne AOC / 12,5%  vol (€ 9,15)

Note di degustazione: Vino particolarmente elegante in cui si esprimono molto bene le note caratteristiche dello Chardonnay. Abbinamento perfetto con un risotto ai frutti di mare, perfatto anche come aperitivo.
  
           
 
DOMAINE HORGELUS - COLOMBARD SAUVIGNON 2017
Vino Bianco / Francia / Côtes de Gascogne IGP / 11,5% vol
(€ 6,91)
   
  
   
DOMAINE HORGELUS - LE BAL DES PAPILLONS 2017
Vino Bianco / Francia / Côtes de Gascogne IGP / 11% vol (€ 7,73)
 
 
  
DOMAINE HORGELUS - ROSE 2017
Vino Rosato / Francia / Côtes de Gascogne IGP / 11,5% vol
(€ 7,14)

Note di degustazione: Vino piacevole, ottenuto da un assemblaggio a base di Merlot, Tannat e Cabernet, caratterizzato da un piacevole sentore di frutta fresca e da una buona acidità che lo rendono perfetto come aperitivo.  
 
  
   
FLYING SOLO BLANC 2017 - DOMAINE GAYDA
Vino Bianco / Francia / Linguadoca / Pays d'Oc IGP / 13% vol 
(€ 7,72)
 
   
   
GEWURZTRAMINER 2015 - LES PRINCES ABBES - D. SCHLUMBERGER
Vino Bianco / Francia / Alsazia / Alsace AOC / 13% vol (
€ 16,88)
 
 
           
LAVRADORES DE FEITORIA- DOURO BRANCO 2016
Vino Bianco / Portogallo / Douro / Douro DOC / 12,5% vol (€ 10,28)


Note di degustazione: Vino particolarmente gradevole, profumato ed equilibrato. Al naso si presenta con dei piacevoli profumi floreali e di frutta fresca, in bocca mantiene la promessa fatta al naso. Ottimo abbinamento con piatto delicato di pesce, ad esempio con un rombo al forno con patate, oppure con un primo a base di frutti di mare.  
  
   
   
LE CIRQUE BLANC 2017 - LES VIGNERONS DE TAUTAVEL VINGRAU
Vino Bianco / Francia / Linguadoca / Côtes Catalanes IGP / 12,5% vol / 100% Grenache gris (€ 8,13) 

 
       
          
ROZY COLLECTION D'ETE 2018 - VIGNOBLES DOM BRIAL
Vino Rosato / Francia / Linguadoca / Côtes Catalanes IGP / 12,5% vol (€ 7,62)
             
                                               
 
LA VIEILLE FERME BLANC 2017
Vino Bianco / Francia / Rodano / Luberon AOC / 13% vol (€ 7,52)

Fish Dancer - Milano

C'è poco da dire, a Milano si mangia bene il pesce. Per quale motivo? Sicuramente anche per la presenza del suo mercato ittico all'ingrosso, uno dei più importanti in Italia.

Milano stupisce, è una città in continua trasformazione che spesso riserva delle piacevoli sorprese anche nella ristorazione. Il ristorante Fisher Dancer a prima vista potrebbe non convincere, forse per il suo nome così moderno e lontano dai canoni classici tanto da far pensare più ad una discoteca! Invece il Fisher Dancer è davvero un buon ristorante che lascia la voglia di ritornarci.

Gli antipasti sono preparati alla perfezione e le porzioni non sono certo minimaliste. Ottimi l'insalata di mare e  l'astice alla Catalana.


Fra i primi c'è l'imbarazzo della scelta, i paccheri con pesce spada e bottarga sono divini!


Eccezionale l'orata guazzetto di frutti di mare, la cottura risulta perfetta così come il modo in cui viene servita.


La carta dei vini è ampia e studiata con cura, inoltre i ricarichi sono onesti.  Diverse etichette sono disponibili al calice.

Il personale merita i complimenti, è distinto e cordiale al tempo stesso.

Speriamo che il Fisher Dancer continui così!

sabato 19 maggio 2018

Fumando per la Garbatella

Fumando per la Garbatella



ClubDegustando organizza periodicamente questo evento riservato agli appassionati di sigari e non solo. Una piacevole passeggiata per questo "aprico quartiere" degustando di un buon sigaro, accompagnati da appassionato di sigari nato e cresciuto alla Garbatella.
 
Un'occasione per fumare insieme un buon sigaro e per conoscere la storia e gli aneddoti di una delle poche zone di Roma che, nonostante il degrado dilagante, cerca di conservare il fascino della sua romanità.


Come testimonia la sua prima pietra, la  Garbatella è nata il 18 Febbraio 1920 e la sua architettura è molto particolare così come la sua storia.

venerdì 18 maggio 2018

Gilette Fatboy

Il Gilette Fatboy non è un semplice rasoio ma un piccolo gioiello di ingegneria meccanica. A volte, con un po' di fortuna, è possibile reperirlo in qualche mercatino dell'usato. In questo esemplare la lettera "J" incisa sotto la testina indica che è stato fabbricato nel 1964 ed il "2" inciso dalla parte opposta indica il secondo trimestre. Ebbene si, questo oggetto ha più di cinquant'anni e funziona alla perfezione, maneggiandolo si percepisce immediatamente la sensazione che è stato fatto per durare a lungo nel tempo.

   
Consultando l'interessantissimo sito  www.ilrasoio.com si possono trovare molte informazioni sul mondo dei rasoi da barba ed anche su questo splendido oggetto. Inoltre, tramite questo sito é possibile risalire al modello esatto e all'anno di fabbricazione.



E' dotato di due ghiere, la prima serve per aprire e chiudere la testina in modo tale da poterci inserire o togliere la lametta; la seconda, numerata, serve a selezionare l'aggressività desiderata, in poche parole quanto la lametta deve sporgere dalla testina e quindi radere più in profondità.

Si consiglia di utilizzarlo inizialmente impostando la ghiera dell'aggressività a 3 per poi procedere sperimentalmente verso l'impostazione che si ritiene ottimale in base a tutta una serie di variabili che comprendono: il tipo di pelle, la lametta utilizzata, la metodologia di rasatura adottata e via dicendo.

Insomma, se in qualche mercatino dell'usato vi capita un bel Gilette Fatboy non fatevelo scappare!

martedì 15 maggio 2018

Silene - Damiano Ciolli

Chi apprezza il Cesanese tende spesso ad associarlo al solo Cesanese del Piglio, ottimo vino, ma non deve trascurare il Cesanese di Olevano Romano che a volte sorprende e lascia stupefatti per la sua eleganza. Bisognerebbe essere grati a certi produttori di Cesanese che con il loro impegno e con la loro determinazione stanno riscattando l'immagine dei vini del lazio.

E' piacevole osservare l'espressione di stupore di alcuni appassionati di vini toscani, piemontesi, trentini e veneti quando degustano un buon Cesanese! Davanti ad un ad Romanicus di Coletti Conti oppure ad un Silene di Damiano Ciolli il loro atteggiamento nei confronti dei vini rossi del lazio cambia immediatamente.


Il Silene di Damiano Ciolli è ottenuto da una selezione di uve Cesanese di Affile in purezza, fermentate in acciaio ed affinate in cemento. Davanti alla parola cemento molti appassionati storgono la bocca, tuttavia l'enologia moderna ha sicuramente rivalutato questo materiale specialmente quando è utilizzato con attenzione ed intelligenza.

Il Silene è elegante, con dei profumi di frutti di bosco con delle avvolgenti note floreali. Al gusto è deciso ed equilibrato, in una sola parola elegante.

Non posso affermarlo con certezza, tuttavia mi risulta che ci dietro questo vino ci sia la mano di una giovane enologa con cui ho avuto il piacere di condividere diversi anni del corso di laurea in enologia, una persona che ricordo con piacere per la sua grande passione per il vino. In fin dei conti dietro tanta eleganza è molto probabile che ci sia un tocco femminile!

giovedì 10 maggio 2018

Inchiostro nero

In questo mondo invaso dall'usa e getta, in cui molti hanno l'incredibile coraggio di radersi con un rasoio di plastica dopo un caffè in cialda, anche se sembra incredibile, c'è ancora qualcuno che apprezza la scrittura manuale con un'elegante penna stilografica.


La scelta della penna stilografica ed in particolare del pennino utilizzato non sono da sottovalutare, specialmente per chi desidera ispirare la propria calligrafia a stili ricercati come il corsivo inglese. Certo, per scrivere in corsivo inglese si serve un apposito pennino ed uno stilo che garantisca la giusta angolazione, indicativamente di 55°.

Un'altra scelta da non sottovalutare è quella dell'inchiostro. Il più classico fra gli inchiostro è, forse, il Pelikan 4001. Secondo il parere di alcuni esperti calligrafi questo prodotto è cambiato nel tempo ed attualmente viene spesso criticato  per le false partenze ed i salti di tratto che non si presentano con inchiostri più fluidi.

  
La stessa Pelikan propone anche altri inchiostri che si collocano ad un livello superiore, ad esempio quelli della seria Edelstein, in particolare il nero che risulta più intenso e scorrevole.
    
Nei negozi specializzati si possono trovare ottimi inchiostri giapponesi, come il Pilot Iroshizuku i cui sostenitori ne esaltano le qualità.
 
  
Esistono inchiostri di diversi colori, eviterei il blu, il verde quando ha la giusta tonalità risulta particolarmente ricercato, il marrone è raramente utilizzato ma può risultare molto elegante. Certo, l'inchiostro per eccellenza è il nero e con un po' di esperienza si può facilmente distinguere l'uno dall'altro e scegliere quello più adatto alla propria scrittura e al proprio carattere.

Alle Bandierette - Trieste

Il ristorante Alle Bandierette di Trieste si colloca ad un livello decisamente superiore a quello medio dei ristoranti di questa accogliente città. Si trova in pieno centro, sul lungomare, e dai suoi tavolini all'aperto durante l'estate si ammira una vista incantevole.

Entrando si percepisce immediatamente un'accoglienza attenta e professionale in cui la forma non prevarica sulla sostanza. Il personale è giovane e con un giusto atteggiamento formale che non sconfina mai in quella falsa reverenza che spesso infastidisce.

La conferma di aver scelto il posto giusto arriva insieme al piccolo antipasto che viene gentilmente offerto. In questo caso un cannolo ripieno di ricotta mantecato con parmigiano reggiano 24 mesi, gel di limone e peperoncino di Cayenna.
  

Il menu è una rassegna di tentazioni che lasciano solo l'imbarazzo della scelta. Fra i primi più interessanti c'è la casareccia con guazzetto di cozze triestine, vongole e bottarga di muggine grattugiata. La bottarga viene grattugiata in abbondanza direttamente sul piatto quando viene servito.
 

Anche la scelta del secondo non è facile, ottimo il polpo cotto a bassa temperatura (per 6 ore) e successivamente scottato in padella e servito su una spuma di patate e zenzero. In questo caso un tocco di rosmarino completano egregiamente l'arcobaleno di aromi che si percepiscono al palato.
   

C'è un dessert che lascia stupefatti, un gelato alla vaniglia con croccante di pistacchio servito con un olio di semi di zucca, provare per credere!
  

La carta dei vini è molto raffinata e diverse etichette vengono proposte anche al calice.

Dopo una cena in questo indimenticabile ristorante, un buon sigaro ed una passeggiata per Trieste non possono mancate.


Alle Bandierette
Riva Nazario Sauro, 2
Trieste

Malcanton - Trieste

A volte l'apparenza inganna ed il ristorante Malcanton a Trieste, visto da fuori, non risulta particolarmente attraente. Forse perché si trova in pieno centro proprio in una zona molto frequentata dai turisti. Tuttavia, vale davvero la pena varcare la sua soglia e godersi un'ottima cena.

Il menu propone diversi piatti interessanti e fra i primi vale assolutamente la pena di provare le fettuccine alle erbe aromatiche, con vongole e asparagi selvatici.


I secondi sono ancora più interessanti dei primi, fra questi c'è il filetto di baccalà servito su un letto di verdura di stagione e ricoperto di zenzero scottato. La delicatezza di questo piatto viene esaltata dalla perfezione del punto di cottura del baccalà. E poi, esteticamente risulta davvero originale.


I dolci non sono banali, ad esempio la torta di creme brulèe ricoperta di frutti di bosco.
  
 
La carta dei vini è ben studiata e diverse etichette sono degustabili al calice.

Malcanton
Via Malcanton 10/A
Trieste

sabato 5 maggio 2018

Niblik

I golfisti dilettanti qualche volta possono riscontrare un miglioramento del proprio gioco affidandosi allo strumento giusto, ad esempio ad un Niblik.



Molti anni fa, più o meno fino al 1940, i ferri da golf non era codificati da un numero standard come ai giorni nostri ed ogni ferro aveva un nome e fra questi c'era il Niblik.

Qualche anno fa la Cleveland, nota marca di materiali da golf, ha rimesso in commercio il Niblik in diverse versioni che differiscono l'una dall'altra per per l'angolazione della faccia, cioè il loft.


Il Niblick richiede un movimento molto sciolto, leggero e deciso. Le situazioni in cui può essere utile sono chiaramente rappresentate dal disegno seguente.


Molti giocatori lo apprezzano per i colpi da 2/3 m dal green e in situazioni particolari come nell'uscita dall'erba alta.

La sensazione è che sia un ibrido fra un ferro 8 o 9 e un Pitch. In effetti con uno swing pieno consente alla palla anche di raggiungere una certa distanza.

Buon golf!

Vermut

I tempi sono cambiati e non si sente più nessuno ordinare al bar un Vermut. Magari, se scaviamo nei ricordi, ci tornerà alla mente qualche vecchio parente che tanti anni fa, quando andavamo a fargli visita, ci chiedeva se gradivamo un Vermut.

Il Vermut o Vermouth, una volta anche Vermuth, è un vino liquoroso aromatizzato inventato nel 1786 da Antonio Benedetto Carpano a Torino che scelse questo nome riadattando il termine Wermut con cui nella lingua tedesca viene indicata l'artemisia maggiore, pianta utilizzata per la preparazione del distillato d'assenzio.


In seguito alla guerra di successone spagnola, iniziata nel 1701, che vide contrapporsi la Francia e l'Inghilterra quest'ultima si trovo nell'impossibilità di ricevere le forniture di vino francese. Per questo motivo, nel 1703, fu stipulato fra l'Inghilterra ed il Portogallo il trattati di Methuen che prevedeva fra i vari accordi l'importazione in Inghilterra di pregiati vini liquorosi portoghesi a fronte dell'importazione in Portogallo di pregiati tessuti inglesi. DI conseguenza i vini liquorosi portoghesi cominciarono a diffondersi in tutta l'Europa tramite i commercianti inglesi che di fatto ne avevano acquisito il monopolio. In questo scenario si diffusero nuovi prodotti come il Marsala, simile a molti vini liquorosi portoghesi, e la sperimentazione portò a nuovi prodotti come il Vermut.


Per legge il termine Vermut è riservato ad un prodotto ottenuto da vino di produzione nazionale addizionato di sostanze aromatiche e amaricanti permesse. La gradazione alcolica non deve essere inferiore a 15,5 % vol. ed il contenuto in zuccheri non inferiore a 14 g per 100 ml. Nei Vermut indicati come secchi o dry il contenuto alcolico minimo è di 18%  vol. e gli zuccheri non possono eccedere i 12 g in 100 ml.

Il Vermut si beve soprattutto come aperitivo ed è utilizzato nella composizione di molti cocktail.

Buon Vermut!

Liquori a base di grappa

Sia che la grappa venga prodotta da un nostro alambicco, sia che venga acquistata, essa offre la possibilità di confezionare squisiti liquori casalinghi in quanto caratterizza con il suo particolare aroma il gusto del liquore. Infatti, mentre l'alcol, acqua e zucchero danno sempre lo stesso risultato, la grappa risente del modo e del materiale con cui è stata preparata. Il bicchierino dei nostri momenti di relax si riempirà così di profumo familiare che lo renderà ancora più gradito. Nelle ricette che seguono troverete liquori di grappe famose e grappe di erbe medicinali, un campionario vastissimo per tutte le esigenze.

Prof. Giovanni Russo


Grappa alla salvia

Dosi per un litro:

     - 1 litro di grappa secca
     - alcuni rametti di salvia fresca
     - 6 cucchiai di miele.

Fate macerare la salvia in 1/4 di listro di grappa in u vaso chiuso agitando di tanto in tanto per una ventina di giorni. Filtrate ed unite il resto dell'alcool nel quale avrete disciolto il miele a bagnomaria. Usate la grappa fresca come tonico prendendone due mezzi bicchierini lontano dai pasti. 


Grappa alla ruta

Dosi per un litro:

     - 1 litro di grappa secca
     - Un rametto di ruta fresca

Converrete pure voi che questa elementare ricetta non poteva mancare fra le vostre grappe. Siamo talmente abituati ai benefici effetti di due dita di ruta dopo un pranzo impegnativo, che quasi ci scordiamo del più classico dei digestivi. Mi sembra comunque importante sottolineare che per ottenere una buona grappa alla ruta, bisogna servirsi di una grappa secca, con nessun retrogusto o quasi. Le grappe dolci, infatti, falsano l'inimitabile severità dell'erba svalutandone l'aroma. Per prepararla potete lasciar macerare per 30 giorni la ruta nella grappa e quindi levarla, ma l'iconografia classica impone di servire con rameto nella bottiglia. Se siete estimatori di grappe, ne esalterete le doti.


Grappa di eucalipto

Dosi per un litro:

     - 1 litro di grappa secca
     - 1 manciata di foglie di eucalipto
     - 40 g di miele

Fate macerare l'eucalipto in 1/4 di grappa dentro un vaso chiuso per 30 giorni agitando di tanto in tanto. Trascorso il periodo filtrare e preparate la parte solida di una soluzione di miele e grappa riscaldandola lentamente a bagnomaria. Unitela al filtrato e consumate il liquore fresco nella dose di un bicchierino un'ora dopo i pasti. La grappa di eucalipto vi solleverà dai disturbi delle vie respiratorie: tossi, catarri bronchiali e raffreddori.


Grappa al tiglio

Dosi per un litro:

     - 1 litro di grappa
     - 4 g di fiori di tiglio
     - 10 grammi di tè cinese
     - 2g di vaniglia
     - 1g di noce moscata

Ponete le droghe a macerare per 20 giorni in un vaso chiuso assieme alla grappa. Agitate frequentemente il macerato, filtrate e imbottigliate. Otterrete un liquore dal gusto singolare che consumerete la sera dopo i pasti nella dose di un bicchierino. Ne ricaverete un effetto tonificante che apprezzerete sempre più con l'uso.

Cocktail Martini

Non ci sono dubbi che il cocktail per eccellenza è solo lui, il Cocktail Martini o Dry Martini e non teme confronti! Si tratta di uno dei cocktail più famosi al mondo, forte ed elegante al tempo stesso. La sua storia è avvolta dal mistero come i segreti per realizzarlo in maniera perfetta nonostante la sua apparente semplicità dovuta all'utilizzo di due soli ingredienti: gin e vermut.



Sull'origine di questo cocktail esistono diverse teorie, non si sa con certezza chi lo abbia inventato tuttavia è molto probabile che la sua comparsa sia avvenuta alla fine dell'ottocento e che si sia evoluto diventando sempre più secco forse per l'utilizzo di vermut sempre meno dolci.

Fra le diverse ipotesi sulla nascita di questo cocktail quella più plausibile racconta che fu creato da un tale Martini di Arma di Taggia che lo servì, nel 1910, a New York presso il Knickerbocker Hotel a John D. Rockefeller. Un'altra ipotesi è che fu servito nella città californiana di Martinez oppure a New Orleans da un barman di nome Martinez. Un'altra ipotesi ancora è che il barman Jerry Thomas nel 1860 lo servì  ad un cliente in viaggio verso la città di Martinez.

La preparazione richiede molta attenzione ed al contrario di quanto affermato da James Bond va mescolato e non shackerato.

Il Dry Martini è uno dei cocktail ufficiali dell' IBA (International Bartenders Association) che attualmente, comprende 77 cocktail suddivisi in tre categorie.

La composizione del Dry Martini è la seguente: 

     - 6 cl di gin
     - 1 cl di Martini Dry Vermout
     - 1 oliva verde
     - 1 buccia di limone (in alternativa all'oliva)

Preparazione:

Riempire una coppa Martini di ghiaccio per raffreddarla, riempire un mixing glass di ghiaccio e mescolare per 15 secondi, scolare l'acqua formatasi, aggiungere 1 cl di Vermut dry nel mixing-glass, mescolare per 15 secondi e "scartare" (buttare) il vermut, aggiungere 6 cl di gin, mescolare per 10 secondi. Scolare il ghiaccio dalla coppa Martini e versare il cocktail, filtrandolo dal ghiaccio con lo strainer, guarnire con tre olive denocciolate, oppure spremere una scorza di limone sulla superficie del Martini e inserirla nel bicchiere per guarnire.

Di questo magnifico cocktail ne esistono diverse varianti: Sween Martini, Perferct,  Martini Vodka e Vesper Cocktail, quest'ultimo è quello preferito da James Bond.

Il Cocktail Martini si presta ad essere abbinato con un buon sigaro cubano, ad esempio un Partagas Serie D N. 6 anche lui forte ed elegante ma con un formato non particolarmente impegnativo che lo rende compatibile con il cocktail.



 Buon divertimento!