giovedì 10 maggio 2018

Inchiostro nero

In questo mondo invaso dall'usa e getta, in cui molti hanno l'incredibile coraggio di farsi la barba con un rasoio di plastica dopo un caffè in cialda, anche se sembra incredibile, c'è ancora qualcuno che apprezza la scrittura manuale con un'elegante penna stilografica.


La scelta della penna stilografica ed in particolare del pennino utizzato non sono da sottovalutare, specialmente per chi desidera ispirare la propria calligrafia a stili ricercati come il corsivo inglese. Certo, per scrivere in corsivo inglese si serve un apposito pennino ed uno stilo che garantisca la giusta angolazione, indicativamente di 55°.

Un'altra scelta da non sottovalutare è quella dell'inchiostro. Il più classico fra gli inchiostro è forse il Pelikan 4001. Secondo il parere di alcuni esperti calligrafi questo prodotto è cambiato nel tempo ed attualmente viene spesso criticato  per le false partenze ed i salti di tratto che non si presentano con inchiostri più fluidi.

  
La stessa Pelikan propone anche altri inchiostri che si collocano ad un lvello superiore, ad esempio quelli della seria Edelstein, in particolare il nero che risulta più intenso e scorrevole.
  
  
Nei negozi specializzati si possono trovare ottimi inchiostri giapponesi, come il Pilot Iroshizuku i cui sostenitori ne esaltano le aualità.
 
  
Esistono inchiostri di diversi colori, eviterei il blu, il verde quando ha la giusta tonalità risulta particolarmente ricercato altrimenti risulta pacchiano, il marrone è raramente utilizzato ma può risultare molto elegante. Certo, l'inchiostro per eccellenza è il nero e con un po' di esperienza si può facilmente distinguere l'uno dall'altro e scegliere quello più adatto alla propria scrittura e al proprio carattere.

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