domenica 30 giugno 2019

Vino: "Viognier"

Il Viognier è un vitigno a bacca bianca la cui origine è incerta. Si narra che sia di origine dalmata e che sia stato importato in Francia dall'imperatore Marco Aurelio Probo. Recenti studi sul DNA hanno dimostrato la sua vicinanza ad un vitigno originario del Piemonte, la Freisa a sua volta geneticamente imparentato con il Nebbiolo.



In seguito alla diffusione della fillossera le coltivazioni di questo vitigno scomparvero quasi completamente, al punto che nel 1965 esistevano sono 8 ha in Francia presso Condrieu nella Valle del Rodano. Qui, grazie alla tenacia di alcuni vignaioli il Viognier è tornato ad essere un vitigno importante e diffuso.

Fra le sue caratteristiche principali ci sono: la capacità di resistere alla siccità, la sensibilità all'oidio ed una bassa produttività. Un'altra caratteristica importante dei Viognier è la sua persistenza aromatica, che o fa inserire nella famiglia dei vitigni aromatici, più o meno accentuata in funzione del suolo e del clima.

Il Viognier pur essendo a volte proposto in purezza, nella maggior parte dei casi viene assemblato con altri vitigni.

I vini a base di Viognier  sono caratterizzati spesso da profumi di agrumi, ananas e frutti esotici e da un'acidità contenuta.

Chateau Auzias, prodotto in Linguadoca (Carcassonne IGP) è un assemblaggio con 60% Chardonnay e 40% Viognier. Si tratta di un vino particolarmente piacevole, persistente ma non troppo aggressivo da abbinare, ad esempio, ad un risotto alla crema si scampi.




Jardin De Charmes - Alma Cersius, anche lui prodotto in Linguadoca (Coteaux de Béziers IGP), è un assemblaggio di Viognier e Grenache. Un vino elegante e deciso che si abbina bene con un antipasto importante come un cocktail di gamberi.




Entrambi i vini sono facilmente reperibili su Vinatis ad un prezzo contenuto.

venerdì 28 giugno 2019

Vino: "Crémant"

Il termine Crémant ha cambiato nel tempo il suo significato creando non poca confusione, cerchiamo di fare chiarezza.


Fino a qualche anno fa con Crémant si indicava un qualsiasi vino spumante prodotto mediante rifermentazione in bottiglia e caratterizzato da una pressione compresa fra 3,5 e 4,5 atmosfere, quindi più bassa di quella tipica pari a 6 - 6,5 atmosfere. Con lo stesso significato oggi si utilizza il temine Satèn, registrato dal Consorzio del Franciacortaper indicare quei Franciacorta con una pressione in bottiglia fino a 5 atmosfere.


Attualmente con Crémant si intende un vino bianco o rosato ottenuto con rifermentazione in bottiglia a cui segue un affinamento sui lieviti di 9 mesi ed un'uscita in commercio dopo almeno 12 mesi dal tirage, prodotto in Francia al di fuori della zona dello Champagne ma anche in Lussemburgo e Vallonia. Le zone della Francia sono: Alsazia, Bordeaux, Borgogna, Die, Jura, Limoux, Loira e Savoia.

Il disciplinare (Regolamento CE 607/2009) prevede che le uve siano vendemmiate a mano; il vino deve essere prodotto con mosto ottenuto dalla pressatura di grappoli interi o diraspati; la quantità di mosto non deve superare 100 litri per 150 Kg di uva; il tenore massimo di anidride solforosa non deve superare i 150 mg/l; la pressione in bottiglia non deve essere inferiore alle 5 atmosfere.
Il termine Crémant deve essere indicato in etichetta insieme al nome dell'area geografica.

I vitigni autorizzati variano in base alla zona di produzione.

Un ottimo vino è il Crémant De Bourgogne - La Chablisienne reperibile ad un prezzo molto conveniente su Vinatis. Come previsto dal suo disciplinare viene prodotto esclusivamente con li Chardonnay.



Colore giallo dorato, perlage fine e persistente. Profumi di crosta di pane e agrumi. In bocca si apprezza una piacevole acidità accompagnata da una buona persistenza. Ottimo l'abbinamento con piatti di pesce abbastanza elaborati e con crostacei. Provatelo con dei tagliolini all'astice! Ideale anche come aperitivo.

sabato 11 maggio 2019

Cinema: "Straziami ma di baci saziami"

Uno dei film che descrive quell'Italia che in parte ho vissuto e che ancora vivrei volentieri è "Straziami ma di baci saziami", una commedia del 1968 diretta dal grande regista Dino Risi.


E' la storia di Balestrini Marino, barbiere di Alatri e della bella operaia Marchigiana Marisa Di Giovanni. Balestrini Marino è interpretato dal grandissimo Nino Manfredi e Marisa Di Giovanni da Pamela Tiffin.






Indimenticabile la scena del vino con Gigi Ballista nel ruolo dell'ingegnere sommelier!





Indimenticabile anche il grande Checco Durante!





E che dire di di Ugo Tognazzi che ordina i caffè?






La colonna sonora è del grande Maestro Armando Trovajoli.





Che vino abbinerei a questo film? Direi un bel Verdicchio dei Castelli di Jesi Metodo Classico Brut Riserva.

Buona visione! 

domenica 5 maggio 2019

Rasatura: "Muhle R89"

Non mi stancherò mai di ripeterlo, ma una delle scoperte più utili della mia vita è stata quella del rasoio double edge, detto anche rasoio di sicurezza. Sono passati diversi anni da questa scoperta e da allora il mio consueto appuntamento mattutino con la rasatura si è magicamente trasformato da un dovere ad un piacere. Adesso, quando vedo qualcuno che nel carrello della spesa ha una di quelle costosissime confezione di lamette bilama, trilama e via dicendo inorridisco ed oltre a pensare a quanti soldi buttati penso a quale piacere sta rinunciando.

Non amo il collezionismo, anzi sono un minimalista poco predisposto a circondarsi di un'infinità di oggetti, quindi cerco di dotarmi soltanto di ciò che effettivamente uso. Purtroppo il rasoio che utilizzavo da qualche anno ha fatto una brutta fine e l'ho dovuto sostituire con uno nuovo. La mia scelta è ricaduta su un Muhle R89. La Muhle è una marca molto famosa di rasoi e accessori da barba particolarmente apprezzata per la qualità dei suoi prodotti.




Il Muhle R89 è composto da tre parti cromate e molto rifinite: una costituisce l'impugnatura e due la testina. L'impugnatura garantisce un'ottima presa anche con le mani bagnate. La testina non è particolarmente aggressiva nei confronti della pelle. L'aggressività normalmente dipende da diversi fattori fra cui la sporgenza della lama e la distribuzione del peso fra l'impugnatura e la testina.

Anche con questo rasoio utilizzo le lamette Astra che per quanto economiche ritengo ottime. Inoltre, mi piace usare sempre una lametta nuova e quindi la utilizzo per una sola rasatura, in fin dei conti considerando che una confezione da 100 lamette costa circa 6 Euro non ne risulta un grande spreco!



Nell'utilizzo questo rasoio risulta molto equilibrato e basta farlo scorrere sulla pelle senza esercitare una particolare pressione per ottenere una rasatura perfetta. Normalmente effettuo tre passaggi ognuno preceduto da un'accurata insaponatura: il primo verticalmente dall'alto verso il basso, il secondo sempre dall'alto verso il basso ma con un'inclinazione di 45° ed il terzo dal basso verso l'alto.

Sono molto soddisfatto di questo Muhle R89 e lo consiglio anche a tutti coloro che si avvicinano per la prima volta ai rasoi double edge.  Concludo facendo osservare sono disponibili anche altri modelli che pur avendo la stessa testina differiscono per l'impugnatura, ad esempio più lunga. 

Non appartenendo alla categoria dei fanatici degli acquisti online mi sono recato in un bel negozio dove l'ho acquistato dopo averlo visto, toccato e confrontato con altri modelli simili per meno di 35 Euro.

Buone rasature! 

domenica 10 marzo 2019

Vino: "Terre Alte" di Livio Felluga

Terre Alte di Livio Felluga è davvero un grande vino e su questo non si discute! E' nato nel lontano 1981 ed è un assemblaggio di uve Friulano, Pinot Bianco e Sauvignon. 




La scheda tecnica fornita dal produttore è molto dettagliata: L'uva viene raccolta manualmente nell'ultima decade di settembre e viene delicatamente diraspata e lasciata in macerazione per un breve periodo. Successivamente viene pressata in modo soffice ed il mosto ottenuto viene chiarificato mediante decantazione. Pinot Bianco e Sauvignon fermentano a temperatura controllata in vasche di acciaio inox dove maturano per circa 10 mesi. Il Friulano, invece, viene fatto fermentare e affinare in piccole botti di rovere francese. Dopo un periodo di dieci mesi avviene l'assemblaggio dei vini.

Colore giallo brillante, luminoso, intenso.

Profumo di grande eleganza e complessità. Il bouquet è ricco, avvolgente e armonioso. Raffinati fiori bianchi, gelsomino e acacia si fondono a note fruttate di melone bianco, pesca gialla, albicocca sciroppata con richiami tropicali di frutto della passione e ananas. I sentori di agrumi sono completati da raffinate sensazioni cremose di pasticceria, mandorla caramellata, vaniglia e creme brule. Finale balsamico di legno di cedro, timo e liquirizia.

Al gusto risulta pieno, vigoroso e vellutato. Ottima sintonia con i profumi e grande raffinatezza. Piacevole vena acida. Minerale, sapido e rotondo. La ricchezza della frutta tropicale, della frutta secca e delle note cremose è impreziosita in bocca da richiami speziati di pepe bianco e cardamomo. Lungo e persistente con retrogusto elegante e rotondo.


Vino da abbinare con sofisticati piatti di pesce,  carni bianche e formaggi.

Un grandissimo vino, secondo me uno dei migliori bianchi italiani!

domenica 6 gennaio 2019

Sigaro "Romeo y Julieta Piramides Anejados"

Romeo y Julieta è una delle marche di sigari cubani più famose al mondo. Fu fondata nel 1875 da Inocenzo Alvarez e Josè Manin Garcìa e nel 1903 venne rilevata dallo spagnolo Josè Rodriguez, detto Don Pepin, considerato allora il più grande esperto e venditore di Avana nel mondo, grazie al quale conquisto una fama a livello mondiale. Si racconta che Don Pepin provò più volte ad acquistare il palazzo dei Capuleti a Verona.




A metà dell'Ottocento quasi la maggior parte della popolazione cubana era analfabeta ed i sigarai stessi, i torceadores, non avevano imparato altro che ad arrotolare i sigari seduti per molte ore durante il giorno. Fu allora che si penso ad una diffusione della cultura nelle fabbriche di sigari dando inizio, nel 1866, ad una tradizione che in molti casi resiste ancora oggi. Fra gli stessi sigarai venivano scelti dei lettori in base al loro tono di voce, alla pronuncia e alla capacità di recitazione che avevano il compito di leggere delle opere ai torceaderos al lavoro. Questi potevano esprimere il loro apprezzamento non battendo le mani ma colpendo con il coltello il tagliere su cui arrotolavano i sigari. Fra le opere più apprezzate risultavano Il Conte di Montecristo di Dumas e Romeo y Julieta di William Shakespeare, tanto che questi nomi sono diventati anche quelli di alcune fra le più importanti marche di sigari.




Sir Wiston Churcill era una grande appassionato di sigari cubani, in particolare dei Romeo y Julieta. Giunto a Cuba all'età di 21 anni come corrispondente di guerra per assistere alla lotta d'indipendenza dell'isola caraibica dalla Spagna scoprì i sigari cubani da cui non si separò più per tutta la vita, si racconta che avesse una riserva di oltre tremila e che ne fumasse una decina al giorno!




Sir Wiston Churcill ha dato il nome ad una vitola, Churchills (o Churchill), che indica un sigaro di lunghezza di 178 mm e diametro di 18,65 mm. Il Romeo y Julieta Churchill è particolarmente rinomato.

Personalmente ritengo che i Romeo y Julieta di fascia alta siano molto buoni mentre quelli di fascia intermedia non siano particolarmente entusiasmanti.

Un ottimo Romeo y Julieta è il Piramides Anejados. Il temine Piramides indica la vitola, cioè la dimensione del sigaro che in questo caso ha una lunghezza di 152 mm ed un cepo di 52 pari a ad un diametro di 20,6 mm. 

La forma di questo sigaro è caratterizzata dall'estremità che si porta alla bocca a forma di cono e ciò comporta che il punto in cui si effettua il taglio determini l'ampiezza della sezione aperta e quindi l'intensità del fumo che si percepisce.




Alla vista questo sigaro appare ben fatto, senza il minimo difetto sulla capa che al tatto risulta liscia e setosa, trasmettendo una piacevole sensazione.

Prima di accenderlo, come si dice a crudo, si percepisce un piacevole sentore caratterizzato da note balsamiche e di legno. 

L'accensione è perfetta e la combustione regolare. Si percepisce immediatamente la sua forza, tuttavia è facilmente domabile con il giusto ritmo della fumata, caratterizzata da sentori speziati e da note vegetali.

Complessivamente la fumata è durata poco più di un'ora.

Una volta tutti i sigari prodotti a Cuba venivano fatti affinare per un certo periodo di tempo prima di essere messi in commercio. Attualmente non è più sempre così e nella maggior parte dei casi è indiscutibile che un periodo di riposo nell'humidor ne migliori le qualità. Questo sigaro fa eccezione in quanto è stato fatto affinare a Cuba per un periodo compreso fra 5 e 8 anni. Infatti, il termine anejados significa anziano e ne indica l'invecchiamento. Comunque anche l'esemplare degustato ha trascorso quasi due anni di affinamento nell'humidor che gli hanno conferito una maggiore complessità aromatica.

Buone fumate!